chi ha comprato la prima ferrari luce
EconomiaLussoMotori

Chi è Herbert Wertheim, l’uomo che ha comprato la prima Ferrari Luce per 40 milioni: patrimonio, età e carriera

Si chiama Herbert “Herbie” Wertheim il miliardario americano che ha acquistato la Ferrari Luce “Telaio 0”, il primo esemplare prodotto della nuova Ferrari completamente elettrica. Per aggiudicarsela durante la Monterey Car Week 2026 ha offerto 40 milioni di dollari, equivalenti a circa 34,5 milioni di euro.

Wertheim ha 87 anni ed è un optometrista, inventore, imprenditore e investitore statunitense. Secondo la stima aggiornata di Forbes, il suo patrimonio ammonta a circa 4,8 miliardi di dollari, poco più di 4,1 miliardi di euro al cambio utilizzato nei giorni dell’asta.

La sua storia è particolarmente interessante perché la maggior parte della fortuna non è arrivata dalla vendita di una grande azienda. Wertheim è diventato miliardario reinvestendo per oltre mezzo secolo gli utili della propria attività in società come Apple, Microsoft e HEICO, mantenendo le azioni per decenni.

Herbert Wertheim in breve

InformazioneDato
Nome completoHerbert A. Wertheim
SoprannomeHerbie
Anno di nascita1939
Età87 anni
Luogo di nascitaPhiladelphia, Stati Uniti
ResidenzaCoral Gables, Florida
ProfessioneOptometrista, inventore, imprenditore e investitore
Azienda fondataBrain Power Incorporated
Patrimonio stimato4,8 miliardi di dollari
Patrimonio stimato in euroCirca 4,14 miliardi di euro
Principale fonte di ricchezzaInvestimenti azionari di lungo periodo
Ferrari acquistataFerrari Luce “Chassis 0”
Prezzo pagato40 milioni di dollari
Valore in euroCirca 34,5 milioni di euro

Dati economici aggiornati al 18 agosto 2026. Il patrimonio è una stima e può variare quotidianamente con il valore delle azioni possedute.

Quanto vale il patrimonio di Herbert Wertheim

Al 18 agosto 2026, Forbes stima il patrimonio personale di Herbert Wertheim in 4,8 miliardi di dollari, collocandolo intorno all’892º posto tra le persone più ricche del mondo.

Utilizzando il cambio indicato da Reuters nei giorni dell’asta, pari a circa 0,8615 euro per dollaro, il suo patrimonio può essere convertito indicativamente in:

4,8 miliardi di dollari × 0,8615 = 4,135 miliardi di euro

Il valore realistico da comunicare è quindi di circa 4,1 miliardi di euro.

Non si tratta, naturalmente, di denaro interamente depositato su un conto corrente. La ricchezza di Wertheim è composta soprattutto da partecipazioni azionarie, aziende, fondazioni, trust, immobili e altri investimenti il cui valore può cambiare nel tempo.

Quanto incidono i 40 milioni della Ferrari sul suo patrimonio

Confrontando il prezzo della Ferrari Luce con il patrimonio stimato da Forbes, si ottiene:

40 milioni ÷ 4,8 miliardi × 100 = 0,83%

L’acquisto ha quindi un valore pari a circa lo 0,83% del suo patrimonio complessivo. In altre parole, Wertheim avrebbe speso per la Ferrari approssimativamente un dollaro ogni 120 dollari di patrimonio.

Il confronto non significa che la spesa sia irrilevante: 40 milioni di dollari rappresentano una cifra molto elevata anche per un miliardario. Tuttavia, permettono di capire perché Wertheim abbia potuto sostenere un’offerta così lontana dal normale prezzo di listino della vettura.

Chi è Herbert Wertheim: un’infanzia molto lontana dai miliardi

Herbert Wertheim nacque a Philadelphia nel 1939 in una famiglia di immigrati di origine tedesca. Trascorse gran parte dell’infanzia in Florida, vivendo con la famiglia in un piccolo appartamento sopra la panetteria del padre.

La sua infanzia fu segnata da difficoltà economiche, problemi familiari e dislessia. Wertheim faticava a leggere e a scuola veniva considerato uno studente problematico, nonostante mostrasse una particolare predisposizione per matematica, scienze e meccanica.

Secondo la biografia pubblicata dalla Horatio Alger Association, da ragazzo si allontanava spesso da casa e svolgeva lavori occasionali nelle aziende agricole della Florida, raccogliendo arance e pompelmi.

A 17 anni entrò nella Marina militare statunitense. Fu un passaggio determinante: durante il servizio studiò fisica e chimica e lavorò nell’aviazione navale, scoprendo di possedere capacità tecniche che la scuola non aveva valorizzato.

Il suo primo investimento a 18 anni

Wertheim iniziò a investire quando era ancora nella Marina. A 18 anni utilizzò parte del proprio stipendio militare per comprare azioni di Lear Jet, dopo aver conosciuto il fondatore Bill Lear durante una visita a uno stabilimento Sikorsky.

La scelta anticipava il metodo che avrebbe seguito per tutta la vita: investire in settori che conosceva, studiare la tecnologia delle aziende e conservare le azioni per un periodo molto lungo.

Dopo il servizio militare vendette enciclopedie porta a porta, frequentò il Brevard Community College e studiò ingegneria all’Università della Florida. Lavorò inoltre per la NASA a Cape Canaveral, occupandosi di strumentazione collegata ai primi programmi di volo umano.

Quell’esperienza contribuì ad avvicinarlo allo studio della vista e degli strumenti ottici.

Dall’optometria alla nascita di Brain Power

Nel 1963 Wertheim ottenne una borsa di studio per frequentare il Southern College of Optometry di Memphis. Dopo la laurea aprì uno studio in Florida e lavorò per anni come optometrista, seguendo prevalentemente pazienti appartenenti alla classe lavoratrice.

Parallelamente continuò a fare ricerca. Nel 1969 sviluppò una tinta per lenti in plastica capace di assorbire parte delle radiazioni ultraviolette, contribuendo a proteggere gli occhi dai danni provocati dai raggi UV.

All’inizio degli anni Settanta fondò Brain Power Incorporated, conosciuta anche come BPI. L’azienda si specializzò nella produzione di coloranti, trattamenti, strumenti e prodotti chimici destinati a ottici, optometristi e oftalmologi.

Una delle invenzioni decisive fu un neutralizzatore capace di riportare una lente colorata alla sua condizione trasparente. Il prodotto consentiva ai laboratori ottici di correggere una colorazione sbagliata senza dover buttare le lenti.

Brain Power divenne progressivamente uno dei principali produttori mondiali di strumenti e sostanze per la colorazione delle lenti. Secondo l’Università della California Berkeley, il lavoro di Wertheim e dei suoi collaboratori ha generato più di 100 tra brevetti e marchi.

Brain Power lo ha reso miliardario?

Brain Power è stata fondamentale, ma da sola non spiega l’intero patrimonio di Wertheim.

Secondo un’approfondita ricostruzione pubblicata da Forbes, nel 2019 BPI registrava circa 25 milioni di dollari di ricavi e 10 milioni di utile annuale. Numeri molto positivi, ma insufficienti per giustificare direttamente una fortuna da diversi miliardi.

Il vero motore della ricchezza è stato il modo in cui Wertheim ha utilizzato quegli utili. Invece di limitarsi ad accumularli, li ha investiti continuamente in Borsa, acquistando partecipazioni in aziende tecnologiche e industriali con prospettive di crescita pluridecennali.

Il modello è stato quindi:

attività imprenditoriale → utili → investimenti azionari → dividendi e rivalutazione → nuovi investimenti.

Ripetuto per oltre cinquant’anni, questo processo ha prodotto un enorme effetto di capitalizzazione composta.

Gli investimenti in Apple e Microsoft

Wertheim acquistò azioni Apple fin dalla quotazione del 1980 e incrementò la posizione durante gli anni Novanta, quando il titolo attraversava un periodo molto difficile.

Investì inoltre in Microsoft in occasione dell’IPO del 1986, convinto che Windows potesse diventare un sistema operativo dominante. Forbes riportava nel 2019 una posizione Microsoft superiore a 160 milioni di dollari e circa 1,25 milioni di azioni Apple, valutate allora 195 milioni.

Questi valori sono storici e non descrivono necessariamente la composizione attuale del portafoglio. Dimostrano però quanto abbiano pesato gli investimenti effettuati molti anni prima che Apple e Microsoft raggiungessero le attuali dimensioni.

Nel suo portafoglio sono comparse anche società come IBM, Intel, 3M, General Electric, Google, BP e Bank of America.

HEICO, l’investimento che spiega gran parte della sua fortuna

La partecipazione più importante è quella in HEICO, società statunitense che produce componenti elettronici e aerospaziali destinati all’aviazione, alla difesa e all’industria spaziale.

Wertheim iniziò a investire in HEICO nel 1992. La sua posizione originaria, del valore di circa 5 milioni di dollari, era già salita oltre 800 milioni nel 2019.

Il proxy statement 2026 di HEICO attribuisce a Wertheim la proprietà beneficiaria di circa:

  • 4,11 milioni di azioni ordinarie HEICO;
  • 6,52 milioni di azioni HEICO di classe A.

Alle quotazioni del 18 agosto 2026, il blocco azionario indicato nel documento avrebbe un valore teorico complessivo di circa 3,26 miliardi di dollari.

Il calcolo richiede una precisazione: parte delle azioni è detenuta attraverso trust, fondazioni e altre entità collegate alla famiglia. La cifra non deve quindi essere interpretata come una somma immediatamente disponibile sul conto personale di Wertheim. Mostra però chiaramente perché HEICO rappresenti uno dei pilastri fondamentali del suo patrimonio.

Qual è la strategia di investimento di Herbert Wertheim

La strategia di Wertheim può essere riassunta in cinque principi:

  1. Investire in ciò che conosce: privilegia tecnologia, ingegneria, aerospazio e aziende con proprietà intellettuale rilevante.
  2. Studiare brevetti e prodotti: considera il capitale tecnologico di un’impresa più importante delle oscillazioni di breve periodo.
  3. Comprare con un orizzonte pluridecennale: il suo obiettivo dichiarato è acquistare e vendere il meno possibile.
  4. Mantenere le azioni durante le crisi: se la qualità dell’azienda non cambia, tende a incrementare la posizione quando il prezzo scende.
  5. Utilizzare i dividendi: i flussi di cassa finanziano nuove operazioni, attività filantropiche e spese personali.

Non tutte le operazioni hanno avuto successo. Negli anni Ottanta una margin call gli sarebbe costata circa 50 milioni di dollari, mentre un investimento in BlackBerry produsse risultati deludenti. Il suo patrimonio deriva quindi da una strategia estremamente efficace nel lungo periodo, ma non priva di errori e rischi.

La Ferrari Luce “Telaio 0” da 40 milioni

La vettura acquistata da Wertheim non è una Ferrari Luce ordinaria. Si tratta del primo telaio di produzione del programma Luce, identificato dalla targhetta “Chassis 0” e personalizzato attraverso il reparto Ferrari Tailor Made.

Secondo la scheda ufficiale di RM Sotheby’s, l’auto presenta:

  • verniciatura esclusiva Madreperla Semi-Gloss;
  • riflessi cangianti dal verde al viola;
  • interni in pelle metallizzata Perla Le Mans;
  • elementi secondari in Grigio Corvara;
  • cerchi e pinze freno realizzati appositamente;
  • logo Ferrari su fondo bianco;
  • targhetta dedicata “Chassis 0”.

Il prezzo finale è stato di 40 milioni di dollari, stabilendo il record mondiale per un’automobile nuova venduta all’asta. La Luce di serie ha un prezzo indicativo di 550.000 euro: il Telaio 0 è stato quindi pagato circa 63 volte il normale prezzo di listino.

L’auto tornerà a Maranello per essere completata e la consegna a Wertheim è prevista nel primo trimestre del 2027.

Perché Herbert Wertheim ha pagato così tanto

I 40 milioni non rappresentano esclusivamente il valore tecnico della vettura. Nel prezzo confluiscono almeno quattro elementi:

  • è il primo esemplare prodotto della prima Ferrari completamente elettrica;
  • possiede una configurazione Tailor Made irripetibile;
  • potrebbe acquisire un importante valore storico e collezionistico;
  • l’asta aveva una finalità benefica.

L’intero ricavato sarà infatti destinato dalla Ferrari Foundation a progetti educativi negli Stati Uniti e in altri Paesi. La cifra deve quindi essere letta anche come una donazione effettuata attraverso l’acquisto di un oggetto da collezione.

Non è la prima operazione di questo tipo per Wertheim. Nel 2025 aveva già pagato 26 milioni di dollari per una Ferrari Daytona SP3 unica, anch’essa venduta a scopo benefico. Complessivamente, le due vetture gli sono costate 66 milioni di dollari.

La filantropia di Herbert Wertheim

L’interesse per l’istruzione e la ricerca accompagna Wertheim da molti anni. La sua fondazione ha sostenuto università, scuole di medicina, programmi di ingegneria e progetti dedicati alla salute pubblica.

Il suo nome è associato a istituzioni come:

  • Herbert Wertheim College of Medicine della Florida International University;
  • Herbert Wertheim College of Engineering dell’Università della Florida;
  • Herbert Wertheim School of Optometry and Vision Science di UC Berkeley;
  • Herbert Wertheim School of Public Health di UC San Diego.

Wertheim ha inoltre aderito al Giving Pledge, l’iniziativa nata da Warren Buffett, Bill Gates e Melinda French Gates con cui alcuni dei maggiori miliardari mondiali si impegnano a destinare alla filantropia una parte rilevante del proprio patrimonio. La partecipazione è riportata nel suo profilo pubblicato da UC San Diego.

L’acquisto della Ferrari Luce si inserisce quindi in una lunga storia di donazioni, oltre che nella sua passione personale per le automobili di Maranello.

Da optometrista a miliardario: come è diventato ricco davvero

Herbert Wertheim non è diventato miliardario grazie a un unico colpo fortunato. La sua ricchezza è il risultato della combinazione di tre attività:

  • ha inventato prodotti utili e brevettabili nel settore ottico;
  • ha creato un’azienda profittevole capace di generare liquidità;
  • ha investito quella liquidità in società di qualità, conservando le azioni per decenni.

Brain Power ha prodotto il capitale iniziale e i flussi di cassa. Apple, Microsoft, HEICO e gli altri investimenti hanno moltiplicato quel capitale attraverso la crescita aziendale, i dividendi e l’interesse composto.

È questa la ragione per cui Forbes descrive Wertheim principalmente come un investitore self-made, non soltanto come il fondatore di un’azienda di prodotti ottici.

Domande frequenti su Herbert Wertheim

Quanto è ricco Herbert Wertheim?

Forbes stima il patrimonio di Herbert Wertheim in circa 4,8 miliardi di dollari, equivalenti a circa 4,1 miliardi di euro. Il valore può cambiare quotidianamente perché una parte importante della sua ricchezza è investita in azioni.

Quanti anni ha Herbert Wertheim?

Herbert Wertheim è nato nel 1939 e ad agosto 2026 ha 87 anni.

Come ha fatto Herbert Wertheim a diventare miliardario?

Ha fondato Brain Power Incorporated e ha reinvestito per oltre cinquant’anni gli utili dell’azienda in azioni. Tra i suoi investimenti più importanti figurano Apple, Microsoft e HEICO.

Chi ha comprato la Ferrari Luce Telaio 0?

La Ferrari Luce “Chassis 0” è stata acquistata dal miliardario americano Herbert “Herbie” Wertheim durante la Monterey Car Week 2026.

Quanto ha pagato la prima Ferrari Luce?

Wertheim ha pagato 40 milioni di dollari, circa 34,5 milioni di euro, stabilendo il record per un’automobile nuova venduta all’asta.

Quanto rappresentano 40 milioni rispetto al suo patrimonio?

I 40 milioni corrispondono a circa lo 0,83% del patrimonio stimato di 4,8 miliardi di dollari.

Perché la Ferrari Luce Telaio 0 vale così tanto?

È il primo telaio di produzione della prima Ferrari elettrica, possiede una configurazione Tailor Made unica ed è stato venduto in un’asta benefica. Il prezzo riflette quindi rarità, valore storico, personalizzazione e finalità filantropica.

Conclusione

Dietro l’acquisto della Ferrari Luce da 40 milioni di dollari non c’è soltanto un facoltoso collezionista. Herbert Wertheim è un inventore e investitore che ha trasformato gli utili di una piccola azienda specializzata in prodotti ottici in un patrimonio da 4,8 miliardi di dollari.

La sua fortuna è cresciuta grazie a investimenti avviati decenni fa e mantenuti nel tempo, soprattutto in HEICO, Apple e Microsoft. La Ferrari “Telaio 0” rappresenta oggi il simbolo più visibile di quella ricchezza, ma anche la continuazione della sua attività filantropica nel campo dell’istruzione e della ricerca.


articoli correlati

Eurostreaming funzionante nuovo indirizzo agosto 2026: sito film gratis

NozamaLab.com

Bending Spoons al Nasdaq: quanto valgono oggi le quote dei fondatori?

NozamaLab.com

Hantavirus, le azioni che potrebbero beneficiarne: lo scenario speculativo che il mercato sta già iniziando a prezzare

NozamaLab.com

Porsche taglia oltre 500 posti: la frenata sull’elettrico cambia i piani del marchio tedesco

NozamaLab.com

Le 3 aziende italiane che pagano più dividendi: i titoli da guardare quest’anno

NozamaLab.com

Milano non è più una città: è diventata un caveau per ricchi. Case da 2M€ vendute in pochi giorni

NozamaLab.com

Sandisk vola in Borsa: perché il titolo è cresciuto così tanto e quanto varrebbero oggi 1.000 euro investiti all’inizio del rally

NozamaLab.com

OpenAI verso la quotazione: chi sono i cofondatori e quanto valgono oggi le loro quote

NozamaLab.com

Perché il titolo Stellantis è crollato dopo la trimestrale, anche se il gruppo è tornato in utile

NozamaLab.com
Nozama Lab
Informazione, approfondimento, curiosità.