Negli ultimi mesi il titolo Ferrari ha attirato l’attenzione degli investitori retail italiani. Dopo anni di performance sopra la media dei mercati, le quotazioni hanno mostrato una fase correttiva che ha spinto molti a chiedersi: tornerà a salire? È il momento di comprare, vendere o restare neutrali?
In questo articolo analizziamo la situazione attuale dal punto di vista tecnico e macroeconomico, provando a delineare scenari plausibili per il breve e medio periodo.
Disclaimer: quanto segue è un’analisi informativa e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata o raccomandazione di investimento. Ogni decisione di acquisto o vendita deve essere valutata individualmente.
Prezzo attuale e trend di mercato
Al momento della scrittura, il titolo Ferrari quota circa 300 euro per azione sulla Borsa Italiana / NYSE.
Questo livello è inferiore ai massimi registrati nell’ultimo anno, con picchi oltre 327 euro in gennaio e massimi storici passati molto più alti (oltre 400–500 dollari nella quotazione NYSE).
La performance su base annua è risultata negativa, con il titolo in calo di oltre il 20–30% rispetto ai livelli più elevati. Questo riflette una rotazione del mercato, prese di profitto e un contesto macro più selettivo per i titoli di crescita/lusso.
Analisi tecnica del grafico
Dal punto di vista tecnico, diversi indicatori suggeriscono che Ferrari si trovi in fase di debolezza di breve termine:
Medie mobili (da 5 a 200 periodi) mostrano un orientamento ribassista, con segnali di vendita prevalenti.
RSI (Relative Strength Index) è in zona di ipervenduto (valore basso), segno che il titolo ha subito pressioni significative.
MACD indica momento negativo, con possibile continuazione della correzione.
Questi fattori, combinati, segnalano una struttura tecnica che non favorisce ingressi aggressivi senza conferme di inversione del trend.
Livelli tecnici chiave da monitorare
Supporti principali
300–305 euro: area di prezzo attuale dove il titolo ha già trovato qualche arresto.
280–290 euro: livello psicologico e possibile zona di accumulo in caso di ulteriore correzione tecnica.
Resistenze da superare per confermare un rimbalzo
327–330 euro: massimo recente di breve periodo.
350 euro: livello intermedio che rappresenta un primo obiettivo di continuità rialzista.
380+ euro: area che, se raggiunta, indicherebbe un possibile ritorno verso i livelli di inizio 2025.
Contesto macroeconomico e industriale del marchio
Ferrari resta un brand globale di lusso con fondamentali solidi, grazie a:
domanda strutturalmente superiore all’offerta
altissimi margini operativi rispetto alla media dei produttori auto
capacità di mantenere prezzi elevati grazie alla scarsità di prodotto
Tuttavia, nel 2025 si sono registrati eventi che hanno impattato il sentiment: Ferrari ha rivisto al ribasso alcuni obiettivi di profitto e ridotto piani di elettrificazione, annunciando una quota inferiore di modelli elettrici entro il 2030 rispetto alle aspettative precedenti. Questo ha causato oscillazioni più ampie dei corsi azionari e preoccupazioni sulla capacità di crescita futura.
Nonostante ciò, la società resta altamente redditizia e resiliente, sostenuta da un mercato dei clienti di fascia alta meno sensibile alla congiuntura economica rispetto ai segmenti mainstream del settore auto.
Scenari plausibili: breve vs medio termine
Scenario di breve periodo (1–3 mesi)
Nel breve termine la tendenza tecnica resta guidata dal momentum negativo. Se il titolo dovesse infrangere il supporto vicino a 300 euro, ulteriori discese verso 280–290 euro non possono essere escluse. Allo stesso tempo, segnali di divergence sull’RSI o un breakout sopra 327 euro potrebbero generare un primo rimbalzo tecnico.
Scenario di medio termine (6–12 mesi)
Nel medio periodo, se i fondamentali continueranno a mostrare forza — in particolare domanda sostenuta e redditività stabile — il titolo potrebbe riconquistare gradualmente terreno. Superare 350–380 euro sarebbe un segnale di ritorno di fiducia da parte del mercato.
Conclusione: cosa fare con Ferrari oggi
Ferrari resta una delle azioni italiane più interessanti nel lungo periodo, grazie al brand, alla domanda globale e ai risultati economici. Tuttavia:
nel breve termine, la debolezza tecnica suggerisce cautela, con possibili ulteriori ribassi o lateralizzazione;
nel medio-lungo periodo, il titolo mantiene attrattiva per investitori con orizzonte di anni;
non è raccomandabile inseguire rimbalzi tecnici senza conferme di trend e volume.
In sostanza, la strategia potrebbe essere accumulare gradualmente in fasi di correzione, piuttosto che cercare di “predire il minimo” o fare trading aggressivo contro trend consolidati.
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