aziende italiane a più alto dividendo
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Le 3 aziende italiane che pagano più dividendi: i titoli da guardare quest’anno

Per molti investitori italiani il dividendo resta uno dei criteri più importanti nella scelta di un titolo azionario. In un mercato come Piazza Affari, storicamente ricco di banche, utility ed energetici, alcune società riescono a offrire cedole molto elevate rispetto al prezzo dell’azione. Ma attenzione: un dividendo alto non significa automaticamente investimento sicuro. A volte può essere il segnale di una società molto redditizia, altre volte può indicare che il mercato sta già scontando rischi futuri.

Guardando ai dati aggiornati del 2026, le tre società italiane più interessanti per rendimento da dividendo sono soprattutto banche: Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Banca Mediolanum. Fuori dal podio restano nomi importanti come BPER, Eni, Enel, Poste Italiane e Generali, che continuano a essere titoli da dividendo, ma con rendimenti generalmente meno elevati rispetto ai primi tre.

1. Banco BPM: il dividendo più aggressivo tra le grandi banche italiane

Banco BPM è oggi uno dei nomi più forti tra le azioni italiane ad alto dividendo. La banca ha confermato la fiducia nella capacità di distribuire anche nel 2026 un dividendo di 1 euro per azione, indicando un dividend yield pari all’8,6%. È un rendimento molto elevato, soprattutto se confrontato con molte altre blue chip italiane ed europee.

Il titolo beneficia di una fase favorevole per il settore bancario italiano: margini ancora robusti, utili sostenuti e una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente generosa. Già per l’esercizio 2025 Banco BPM ha previsto una distribuzione complessiva di circa 1,51 miliardi di euro, con un payout ratio intorno all’80% dell’utile netto.

Il punto di forza è evidente: Banco BPM sta restituendo agli azionisti una quota molto alta degli utili. Il punto debole, però, è proprio lo stesso. Un payout elevato rende il titolo molto interessante per chi cerca cedole, ma lascia meno margine di sicurezza se in futuro gli utili bancari dovessero rallentare, per esempio a causa di tassi più bassi o maggiore pressione sui margini.

2. Intesa Sanpaolo: il gigante italiano del dividendo

Intesa Sanpaolo è probabilmente il titolo da dividendo più conosciuto dagli investitori italiani. Non è solo una banca che paga molto: è una delle società italiane che distribuisce più capitale in assoluto agli azionisti.

Per il dividendo relativo all’esercizio 2025, Intesa ha indicato una cedola complessiva di 37,60 centesimi per azione, composta da 18,6 centesimi di acconto già pagati a novembre 2025 e 19 centesimi di saldo in pagamento a maggio 2026. Sulla base del prezzo medio del titolo nel 2025, il dividend yield indicato dalla banca è pari al 7,5%.

Anche guardando al prezzo più recente, il rendimento resta elevato. SoldiOnline calcola che, sulla base del prezzo di chiusura del 29 aprile 2026 pari a 5,722 euro, il rendimento lordo complessivo del dividendo Intesa sia pari al 6,57%.

Intesa ha un vantaggio rispetto a molte altre società: dimensione, diversificazione e una politica di remunerazione molto chiara. L’assemblea degli azionisti ha approvato una distribuzione complessiva relativa all’esercizio 2025 pari a circa 6,54 miliardi di euro, corrispondente a un payout ratio del 70% dell’utile netto consolidato.

In sostanza, Intesa non è necessariamente la banca con il rendimento più alto in assoluto, ma è quella che combina meglio cedola elevata, dimensione sistemica e visibilità della politica di distribuzione.

3. Banca Mediolanum: dividendo alto e modello più “asset light”

Il terzo nome da inserire tra le migliori società italiane per dividendo è Banca Mediolanum. Il gruppo ha confermato per l’esercizio 2025 un dividendo complessivo di 1,25 euro per azione, comprensivo dell’acconto da 0,60 euro già distribuito e del saldo da 0,65 euro.

Secondo i dati disponibili su Investing, il rendimento da dividendo di Banca Mediolanum si colloca intorno al 6,5%–6,75%, quindi su livelli molto competitivi rispetto al resto di Piazza Affari.

Il profilo di Mediolanum è diverso rispetto a Banco BPM e Intesa. Non è una banca commerciale tradizionale nella stessa misura, perché il suo modello è molto legato alla consulenza finanziaria, alla raccolta gestita e alla relazione con la clientela tramite la rete di family banker. Reuters ha riportato che Banca Mediolanum ha chiuso il 2025 con un utile netto record di 1,24 miliardi di euro, in crescita dell’11%, e con raccolta netta in asset gestiti superiore alle attese.

Questo rende il titolo interessante non solo per la cedola, ma anche per la qualità del modello di business. Il rischio principale è che, essendo molto esposta al risparmio gestito e ai mercati finanziari, Mediolanum possa risentire di fasi negative sui mercati o di una minore propensione degli italiani a investire.

La classifica sintetica

PosizioneSocietàDividendo / rendimento indicativoPunto forte
1Banco BPMcirca 8,6% forward yield indicato dalla bancaCedola molto elevata
2Intesa Sanpaolo7,5% su prezzo medio 2025; circa 6,57% su prezzo recenteSolidità e distribuzione enorme
3Banca Mediolanumcirca 6,5%–6,75%Modello redditizio e utile record

Perché dominano le banche?

La risposta è abbastanza chiara: negli ultimi anni le banche italiane hanno beneficiato di una fase molto favorevole sui tassi di interesse. Il rialzo dei tassi ha sostenuto il margine di interesse, cioè la differenza tra quanto le banche incassano sui prestiti e quanto pagano sulla raccolta. Questo ha fatto crescere gli utili e ha permesso politiche di remunerazione più generose.

Il tema, però, è capire quanto questa fase sia sostenibile. Se la Banca Centrale Europea dovesse continuare a tagliare i tassi, i margini bancari potrebbero normalizzarsi. In quel caso, le banche più solide potrebbero continuare a pagare dividendi importanti, ma non è detto che gli attuali rendimenti restino invariati per sempre.

Eni, Enel e Poste sono fuori gioco?

No, assolutamente. Eni, Enel e Poste Italiane restano titoli molto rilevanti per chi cerca dividendi, ma oggi non sembrano essere sul podio per rendimento rispetto alle banche più generose.

Eni, ad esempio, ha annunciato per il 2026 un dividendo annuo di 1,10 euro per azione, in aumento del 5%, oltre a un buyback iniziale da 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, il dividend yield corrente indicato da Investing è intorno al 4,38%, quindi inferiore rispetto a Banco BPM, Intesa e Mediolanum.

BPER è un altro titolo interessante. Per il 2026 relativo all’esercizio 2025 ha previsto un dividendo complessivo di 0,65 euro per azione, con payout ratio intorno al 75%. Tuttavia, il rendimento indicato da Investing si colloca intorno al 5,2%, quindi alto ma non abbastanza da superare il podio.

Conviene comprare solo guardando il dividendo?

No. Il dividendo è importante, ma non basta. Un investitore dovrebbe guardare almeno quattro elementi: sostenibilità degli utili, payout ratio, indebitamento e prospettive del settore. Un titolo che paga l’8% può sembrare più interessante di uno che paga il 4%, ma se quel dividendo non è sostenibile il mercato può punire duramente l’azione.

Nel caso delle banche italiane, il punto chiave sarà la tenuta degli utili nei prossimi anni. Se i profitti resteranno elevati, Banco BPM, Intesa e Mediolanum potranno continuare a essere tra i titoli più interessanti per chi cerca reddito periodico. Se invece i margini bancari dovessero scendere rapidamente, anche le cedole potrebbero diventare meno generose.


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