La possibile quotazione di SpaceX è diventata uno dei temi finanziari più caldi del 2026. Secondo Reuters, la società di Elon Musk ha depositato in via confidenziale la documentazione per una IPO negli Stati Uniti e potrebbe puntare a una valutazione nell’ordine di 1.750 miliardi di dollari, con una raccolta potenziale fino a 75 miliardi di dollari: numeri che renderebbero l’operazione la più grande quotazione della storia, superando il precedente record di Saudi Aramco.
Per gli investitori italiani, però, la domanda vera non è solo “quando si quota SpaceX?”, ma soprattutto come conviene esporsi a SpaceX: comprare direttamente le azioni al debutto? Puntare su ETF legati alla space economy? Oppure acquistare Nasdaq 100, nella speranza che SpaceX entri rapidamente nell’indice?
La risposta non è banale, perché le tre strade danno esposizioni molto diverse tra loro. E soprattutto perché l’ingresso di SpaceX nel Nasdaq 100 appare possibile, ma non va considerato automatico né certo fino a decisione ufficiale dell’indice.
SpaceX in Borsa: perché l’IPO può cambiare il mercato
SpaceX non sarebbe una IPO normale. La società controlla un business ibrido: da una parte il lancio di razzi, i contratti governativi e la tecnologia aerospaziale; dall’altra Starlink, cioè la rete satellitare per internet, che rappresenta probabilmente il pezzo più leggibile per gli investitori tradizionali.
Secondo Reuters, la documentazione dell’IPO metterebbe in evidenza proprio l’ambizione di SpaceX di andare oltre lo spazio tradizionale, spingendosi verso intelligenza artificiale, infrastrutture orbitali e data center nello spazio. La società stimerebbe un mercato potenziale complessivo enorme, ma questo significa anche che una parte importante della valutazione sarebbe costruita su scenari futuri, non solo sui risultati attuali.
È qui che nasce il punto centrale per un investitore italiano: SpaceX può essere una società straordinaria, ma una grande società non è automaticamente un grande investimento a qualsiasi prezzo.
Opzione 1: comprare direttamente azioni SpaceX dall’Italia
La prima strada, la più immediata, sarebbe comprare azioni SpaceX direttamente sul mercato americano, una volta quotate. Per un investitore italiano con un broker abilitato ai mercati USA, tecnicamente non sarebbe molto diverso dall’acquistare azioni Tesla, Nvidia, Apple o Amazon.
Il vantaggio è evidente: esposizione pura a SpaceX. Se l’investitore vuole puntare precisamente sull’azienda di Musk, sull’espansione di Starlink, sui lanci spaziali, sui contratti pubblici e sull’eventuale crescita del business AI-orbitale, l’azione diretta è lo strumento più pulito.
Il problema è il prezzo. Se davvero SpaceX arrivasse in Borsa con una valutazione vicina a 1.750 miliardi di dollari, gli investitori non comprerebbero una piccola società in fase iniziale, ma una mega-cap già prezzata come una delle più grandi aziende al mondo. Inoltre, Reuters ha riportato che la quota collocata sul mercato potrebbe essere inferiore al 5% del valore complessivo della società, con Musk e gli insider destinati a mantenere un forte controllo tramite azioni con super-voto.
Questo aspetto è cruciale: poco flottante significa potenziale scarsità di azioni, forte domanda e volatilità elevata nelle prime sedute. Ma significa anche che il piccolo investitore potrebbe entrare a prezzi già gonfiati dall’entusiasmo.
Per un investitore italiano, poi, ci sono anche considerazioni fiscali e operative. Le plusvalenze su azioni sono generalmente tassate al 26% in Italia, e lo stesso vale per i dividendi delle azioni. Nel caso delle azioni USA, bisogna considerare anche il tema della fiscalità internazionale, della ritenuta sui dividendi se mai SpaceX un giorno li pagasse, e del rischio cambio euro/dollaro. SpaceX, però, almeno nella fase iniziale, difficilmente verrebbe comprata per i dividendi: sarebbe un investimento da crescita, molto esposto alla valutazione e alla narrativa.
Opzione 2: comprare ETF sulla space economy
La seconda strada è comprare ETF legati alla space economy. Qui l’investitore non punta solo su SpaceX, ma su un paniere di società esposte a satelliti, lanci spaziali, comunicazioni, difesa, osservazione terrestre e infrastrutture aerospaziali.
Per un investitore italiano, la soluzione più accessibile è spesso un ETF UCITS quotato in Europa, perché molti ETF americani non sono normalmente acquistabili dagli investitori retail europei a causa delle regole PRIIPs e dell’obbligo del documento KID. Un esempio europeo è il VanEck Space Innovators UCITS ETF, che replica un indice di società globali legate all’industria spaziale e include aziende come Planet Labs, Rocket Lab, AST SpaceMobile, MDA Space, EchoStar, ViaSat e Globalstar.
Questa soluzione ha un vantaggio importante: riduce il rischio specifico. Se SpaceX dovesse quotarsi a multipli troppo elevati o deludere nelle prime trimestrali, un ETF space economy sarebbe meno dipendente da un singolo titolo. Inoltre, la quotazione di SpaceX potrebbe comunque riaccendere l’interesse su tutto il comparto, creando un effetto traino sulle società già quotate.
Il limite, però, è altrettanto chiaro: non è esposizione diretta a SpaceX. Molti ETF spaziali oggi non possono detenere SpaceX perché SpaceX non è ancora quotata. Dopo l’IPO, l’inserimento dipenderà dalle regole dell’indice, dalla metodologia del fondo, dal flottante e dai tempi di ribilanciamento. Inoltre, alcuni ETF “space” sono in realtà molto esposti anche a difesa, telecomunicazioni, componentistica, satelliti e società industriali, quindi non sempre replicano davvero il profilo economico di SpaceX.
In sintesi: l’ETF space economy è probabilmente la scelta più equilibrata per chi vuole cavalcare il tema senza concentrare tutto sul prezzo dell’IPO.
Opzione 3: comprare Nasdaq 100 in vista dell’ingresso di SpaceX
La terza strada è comprare un ETF sul Nasdaq 100, ipotizzando che SpaceX possa entrare rapidamente nell’indice dopo la quotazione.
Questa è l’idea più interessante, ma anche quella da maneggiare con più attenzione. SpaceX, se davvero arrivasse a Wall Street con una valutazione da oltre 1.500 miliardi di dollari, avrebbe dimensioni compatibili con i grandi pesi del mercato tecnologico americano. Reuters ha riportato che SpaceX starebbe valutando una quotazione al Nasdaq e che l’eventuale ingresso rapido nel Nasdaq 100 sarebbe uno dei temi collegati all’operazione.
Alcune ricostruzioni finanziarie hanno evidenziato modifiche o proposte di modifica alle regole di inclusione che potrebbero favorire l’ingresso rapido di una mega-IPO come SpaceX. Tuttavia, l’inclusione in un indice non dipende solo dalla capitalizzazione teorica: contano anche requisiti tecnici, ammissibilità, flottante, liquidità, tempi, decisioni del comitato dell’indice e metodologia applicata. Per questo è scorretto dire che SpaceX “salirà sicuramente” nel Nasdaq 100. È più corretto dire che, se la valutazione sarà quella attesa e se i requisiti saranno rispettati, SpaceX potrebbe diventare una candidata molto forte all’ingresso nell’indice.
Comprare Nasdaq 100 oggi, però, significa comprare soprattutto Nvidia, Microsoft, Apple, Amazon, Meta, Broadcom, Alphabet, Tesla e il resto della grande tecnologia americana. Anche se SpaceX entrasse nell’indice, inizialmente il suo peso effettivo dipenderebbe dal flottante e dalle regole di ponderazione. Morningstar ha segnalato proprio questo punto: una capitalizzazione enorme non implica automaticamente un peso enorme nell’indice se il flottante è ridotto.
Per l’investitore italiano, quindi, il Nasdaq 100 è la strada più prudente sul piano della diversificazione, ma anche quella meno “pura” per scommettere su SpaceX.
Quale scelta ha più senso per un investitore italiano?
La scelta dipende dal profilo dell’investitore.
Chi vuole esposizione diretta e accetta alta volatilità può valutare l’acquisto delle azioni SpaceX dopo la quotazione, ma con una logica graduale. Entrare al primo giorno di contrattazione può essere molto rischioso, soprattutto se la domanda retail e istituzionale sarà enorme. In casi simili, il prezzo dei primi giorni può incorporare euforia, scarsità di flottante e acquisti forzati o semi-forzati da parte di fondi e investitori tematici.
Chi vuole cavalcare il tema spaziale senza dipendere completamente da Musk può preferire un ETF space economy. È una soluzione più diversificata e più adatta a chi vuole esporsi al megatrend dei satelliti, della connettività, della difesa e delle infrastrutture orbitali. Il difetto è che l’esposizione a SpaceX potrebbe essere nulla o limitata, almeno all’inizio.
Chi invece vuole restare su una strategia più ampia può usare il Nasdaq 100. In questo caso SpaceX, se entrerà nell’indice, diventerà eventualmente una componente del portafoglio senza bisogno di scegliere il momento esatto dell’IPO. Ma l’investitore deve sapere che sta comprando soprattutto Big Tech USA, non SpaceX.
La strategia più razionale: non scegliere tutto o niente
Per un investitore italiano, l’approccio più sensato potrebbe essere una combinazione. Una parte principale su un indice ampio come Nasdaq 100 o S&P 500, una quota satellite su ETF space economy e, solo per chi accetta rischio elevato, una piccola posizione diretta su SpaceX dopo la quotazione.
In questo modo si evita l’errore classico delle IPO più attese: inseguire il titolo nel momento di massima attenzione mediatica. Le IPO record possono generare enormi opportunità, ma spesso arrivano sul mercato quando la narrativa è già molto calda e la valutazione incorpora anni di crescita futura.
SpaceX ha sicuramente caratteristiche uniche: leadership nei lanci, Starlink, contratti governativi, ambizioni nell’AI e nello spazio commerciale. Ma proprio per questo il prezzo dell’IPO sarà determinante. A 500 miliardi di dollari sarebbe una storia; a 1.750 miliardi sarebbe un’altra. A quel livello, il mercato non starebbe comprando solo i risultati attuali, ma anche l’idea che SpaceX possa diventare una delle infrastrutture centrali dell’economia tecnologica globale.
Conclusione: SpaceX è una grande storia, ma il prezzo decide tutto
La quotazione di SpaceX potrebbe diventare l’evento finanziario dell’anno e forse una delle IPO più importanti della storia. Per gli investitori italiani, però, non esiste una risposta unica.
Comprare direttamente azioni SpaceX offre esposizione pura, ma anche massimo rischio di prezzo, volatilità e concentrazione. Gli ETF sulla space economy offrono un’esposizione più diversificata al settore, ma non necessariamente a SpaceX. Il Nasdaq 100 può diventare una via indiretta se SpaceX entrerà nell’indice, ma oggi resta soprattutto un investimento sulle grandi società tecnologiche americane.
