Europa League_ Sconfitta Storica
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Europa League, i record che nessuno vuole: sconfitte storiche e primati negativi ancora imbattuti

La storia dell’Europa League si racconta spesso attraverso i trofei, le rimonte e le notti che hanno trasformato un club in una protagonista internazionale. Anche quest’edizione promette scintille, con le quote europa league fornite dai portali principali che hanno già individuato le prime favorite per la vittoria.

Esiste però anche un archivio meno celebrato: quello delle sconfitte più pesanti, delle difese travolte e delle eliminazioni arrivate nonostante un bottino di punti apparentemente sufficiente. Sono numeri che, per le squadre coinvolte, conservano il peso di un’occasione perduta.

Per ricostruire questi primati serve un confine preciso: considerare soltanto l’Europa League dalla stagione 2009/10, escludendo la precedente Coppa UEFA. Inoltre, i record qui esaminati riguardano il torneo principale, dalla fase a gironi — poi sostituita dalla fase campionato — alla finale, senza includere le qualificazioni. Una distinzione necessaria anche per comprendere perché una sconfitta per 7-1 e una per 6-0 possano condividere lo stesso primato, pur raccontando partite differenti.

Sei gol di scarto: il limite mai superato nel torneo principale

Il massimo margine di sconfitta registrato nel torneo principale dell’Europa League è di sei reti. Non appartiene a una sola squadra: nel tempo diverse formazioni hanno raggiunto questo limite, senza che qualcuno lo superasse.

Nella fase a gironi, e successivamente nella fase campionato, il risultato simbolo è il 6-0. Lo hanno subito Aalborg contro FCSB, Vardar contro Real Sociedad, BATE Borisov contro Arsenal, Akhisar Belediyespor contro Siviglia, Astana contro AZ Alkmaar, Ludogorets contro Espanyol, Sturm Graz contro Feyenoord e Sheriff Tiraspol contro Slavia Praga. Al gruppo si è aggiunto il Maccabi Tel Aviv, sconfitto con lo stesso punteggio dal Lione nell’edizione 2025/26.

È quindi un record ancora imbattuto, ma ripetutamente eguagliato. La differenza conta: nessuna di queste squadre può essere indicata come unica detentrice della peggior sconfitta. Tutte condividono il medesimo scarto, dentro una competizione in cui anche una singola serata può rendere evidente la distanza tra due organici.

AZ Alkmaar e Shakhtar: sette reti subite in una sola partita

Se il criterio diventa il numero di gol incassati, emergono due risultati particolarmente severi: Lione-AZ Alkmaar 7-1 e Feyenoord-Shakhtar Donetsk 7-1. Sono le sconfitte con il maggior numero di reti subite nelle gare del torneo principale.

L’AZ fu travolto dal Lione nei sedicesimi di finale dell’edizione 2016/17. La formazione francese aveva già vinto l’andata per 4-1: il ritorno trasformò un confronto compromesso in un’eliminazione dalle proporzioni eccezionali. Nabil Fekir firmò una tripletta nella serata dei sette gol.

Lo Shakhtar raggiunse lo stesso primato negli ottavi del 2022/23, cedendo nettamente a Rotterdam contro il Feyenoord. Per entrambe, la rete segnata evitò il risultato a zero, ma non alleggerì il bilancio difensivo.

Sul piano statistico, il 7-1 mantiene uno scarto di sei gol e dunque eguaglia il 6-0. Sul piano narrativo, invece, sette palloni raccolti nella propria porta danno alla sconfitta una dimensione ancora diversa.

Rapid Vienna, il peggior passivo complessivo tra andata e ritorno

Il record negativo più netto in un confronto a eliminazione diretta appartiene al Rapid Vienna, sconfitto dal Valencia con un risultato complessivo di 10-0 nei sedicesimi dell’edizione 2015/16.

Gli spagnoli vinsero 6-0 al Mestalla e completarono il lavoro con un altro 4-0 in Austria. Dieci reti segnate, nessuna subita: una doppia sfida in cui il Rapid non riuscì né a contenere l’avversario né a trovare un gol capace di interrompere la sequenza.

Il primato riguarda il margine complessivo, pari a dieci reti. È una precisazione importante, perché esistono confronti nei quali una squadra ha incassato più gol, ma ha anche segnato, riducendo lo scarto finale.

La particolarità di questa eliminazione sta proprio nell’assenza di qualsiasi compensazione offensiva. Il ritorno non produsse nemmeno una parziale reazione nel risultato: aggiunse quattro reti a un passivo già pesantissimo.

Undici gol incassati: il record condiviso da AZ e Sparta Praga

AZ Alkmaar e Sparta Praga condividono invece il primato delle reti subite in una doppia sfida a eliminazione diretta: undici.

Gli olandesi le incassarono contro il Lione nel 2016/17, sommando il 4-1 dell’andata al 7-1 del ritorno. Lo Sparta Praga raggiunse lo stesso totale contro il Liverpool negli ottavi dell’edizione 2023/24: sconfitta per 5-1 in casa e per 6-1 ad Anfield.

Entrambi i confronti terminarono quindi sull’11-2 complessivo. Il margine fu di nove gol, inferiore ai dieci del Valencia contro il Rapid, ma il numero delle reti concesse risultò superiore.

Sono due modi differenti di misurare una disfatta. Il passivo complessivo descrive la distanza nel punteggio; i gol incassati fotografano soprattutto la vulnerabilità difensiva. Confonderli porterebbe ad assegnare lo stesso record a squadre che, in realtà, detengono primati distinti.

Basilea, tre gol di vantaggio non bastano per qualificarsi

Tra i record negativi più dolorosi figura quello del Basilea, protagonista della più ampia vittoria all’andata poi vanificata in un confronto a eliminazione diretta di Europa League.

Nei quarti dell’edizione 2013/14, gli svizzeri batterono il Valencia per 3-0. Un vantaggio consistente, che lasciava agli avversari pochissimo spazio per gli errori nella partita di ritorno.

Al Mestalla accadde però il contrario di quanto il primo risultato lasciasse immaginare. Il Valencia recuperò le tre reti nei tempi regolamentari e completò la rimonta nei supplementari, imponendosi per 5-0. Paco Alcácer fu decisivo con una tripletta.

Il Basilea uscì così con un 5-3 complessivo a sfavore. Il suo primato non riguarda la sconfitta più larga, ma il maggior vantaggio maturato all’andata e successivamente dissipato: tre gol. Una misura concreta di quanto possa essere fragile una qualificazione apparentemente vicina.

Genk, cinque gol subiti dallo stesso giocatore

Il Genk occupa un posto particolare in questo archivio: è la squadra contro cui un singolo calciatore ha segnato più gol in una partita di Europa League.

Nella fase a gironi del 2016/17, Aritz Aduriz realizzò tutte e cinque le reti dell’Athletic Club nel successo per 5-3 sui belgi. Tre arrivarono su rigore, due su azione.

Non fu una partita a senso unico nel punteggio: il Genk segnò tre volte, contribuendo a mantenere il confronto aperto. Eppure, ogni sua risposta dovette fare i conti con lo stesso avversario, capace di concentrare su di sé l’intera produzione offensiva della squadra basca.

Dal punto di vista dell’Athletic, quella sera rappresenta un’impresa individuale. Dal punto di vista del Genk, resta il record di gol subiti da un unico giocatore nella stessa gara della competizione.

Dieci punti e l’eliminazione: il primato delle occasioni perdute

Non tutti i record negativi nascono da risultati umilianti. Uno dei più frustranti riguarda il maggior numero di punti raccolti senza superare la fase iniziale: dieci.

È un primato condiviso da numerosi club. Nei vecchi gironi lo hanno raggiunto, tra gli altri, Milan, Paris Saint-Germain, Tottenham, Birmingham City, Young Boys, Lokeren, Sparta Praga, Standard Liegi, LASK e Braga. Il club portoghese ha poi ripetuto questo esito nella fase campionato del 2024/25, insieme all’Elfsborg.

Il cambio di formato impone cautela: dieci punti ottenuti in sei incontri non hanno lo stesso significato di dieci raccolti in otto. Il dato resta però identico nella categoria statistica dell’eliminazione.

È forse il primato che racconta meglio il lato crudele dell’Europa League: si può uscire dopo una campagna competitiva, senza aver subito una disfatta memorabile. A decidere sono la distribuzione dei risultati, il rendimento delle rivali e i criteri di spareggio. Anche una classifica dignitosa può diventare il ricordo di una grande occasione mancata.


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