Ragazzo 14enne individua Bug FaceTime: Apple gli pagherà gli studi
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Ragazzo 14enne individua Bug FaceTime: Apple gli pagherà gli studi

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Due settimane fa un bug rilevato su FaceTime di Apple ha creato il panico, obbligando la stessa azienda a bloccare temporaneamente la funzionalità di chiamate di gruppo all’interno dei dispositivi. Ad individuare il bug è stato Grant Thompson, 14enne originario del Texas, il quale ha spinto la madre Michelle ad avvisare l’azienda di Cupertino del problema tramite alcuni tweet.


Dopo aver risolto il problema e aver sbloccato le chiamate di gruppo, l’azienda di Cupertino ha annunciato che la famiglia Thompson avrebbe ricevuto un lauto compenso e pagato anche parte degli studi del giovane informatico.


In più, non è stato svelato l’ammontare del pagamento che Apple predisporrà nei confronti della famiglia del ragazzo, anche se rumors parlano di una cifra che oscillerebbe tra i 25.000 e i 200.000 qualora il premio si riferisse al Bounty Program di Cupertino, che paga in denaro coloro che scoprono vulnerabilità hardware o software della casa statunitense.


Il bug di FaceTime

La falla permetteva a chi effettuava la chiamata di ricevere l’audio e il video degli smartphone e dei Mac chiamati anche prima che i proprietari rispondessero. Senza dubbio una gravissima violazione della privacy che ha costretto Apple a bloccare le chiamate di gruppo. Apple ha successivamente risolto il problema e sbloccato il servizio dedicato alle chiamate di gruppo.


Sfruttare la falla era fin troppo facile: infatti bastava selezionare il contatto desiderato e, in fase di composizione, aggiungere alla chiamata il proprio numero tra i partecipanti. La vittima continuava a visualizzare la schermata con la chiamata in arrivo, mentre il dispositivo stava già trasmettendo l’audio al chiamante. Secondo poi, se il contatto chiamato decideva di rifiutare la conversazione premendo il tasto di accensione, il telefono iniziava a trasmettere anche il video.

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