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Nuova Scoperta Italiana: individuata la superTerra Gl 686b

Nuova Scoperta Italiana: individuata la superTerra Gl 686b

Un nuovo pianeta roccioso, sette volte più grande della Terra, è stato scoperto intorno a una stella distante 26 anni luce. La scoperta è stata effettuata da Laura Affer, ricercatrice dell’Osservatorio di Palermo dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e responsabile del programma Hades (HArps-n Red Dwarf Exoplanet Survey).

Si tratta di una collaborazione italo-spagnola che da anni scruta il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari, nell’ambito del progetto nazionale Gaps (acronimo di Global Architecture of Planetary Systems).

La Affer non è nuova a scoperte del genere: infatti è la terza superTerra, chiamata Gl 686b, che ruota intorno alla stella Gl 686, una nana rossa, a una distanza molto prossima a quella che permette l’esistenza di acqua liquida in superficie.

La scoperta

La scoperta è il frutto di quattro anni di osservazioni della stella, condotte con lo spettrografo ad alta risoluzione Harps-n, del Telescopio Nazionale Galileo di La Palma, nelle Canarie. Il pianeta, che ruota attorno alla stella alla distanza pari a un decimo di quella che separa la Terra dal Sole (ossia di 0,09 unità astronomiche), è stata individuata mediante la tecnica della misura della velocità radiale della stella, che varia per effetto dell’interazione gravitazionale con il pianeta.


L’Europa sulla Luna: il test di Lanzarote

L’Europa vuole sbarcare sulla Luna. Per questo motivo è in atto un progetto che mira a riportare l’uomo sul cratere lunare, come ha spiegato l’ingegnere Tobias Weber:

“Pensiamo che saltare sulla Luna possa generare forze simili a quelle scatenate dal camminare e correre sulla Terra: questo potrebbe permettere agli astronauti di mantenere ossa e muscoli in buone condizioni attraverso il movimento quotidiano”.

Per realizzare questo sogno, infatti, gli astronauti hanno condotto le prime simulazioni per testare strumenti ed equipaggiamento sulle ceneri vulcaniche di Lanzarote, in Spagna. In laboratorio, invece, procedono gli esperimenti sugli effetti della debole gravità lunare che li costringerà a saltellare più che a camminare, come spiegano gli esperti dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Per di più, nelle simulazioni a Lanzarote è stato testato anche uno speciale tablet, l’Electronic Field Book, che svolge diverse funzioni: geolocalizza l’astronauta durante gli spostamenti, cataloga i campioni in base al sito in cui sono stati raccolti, integra le informazioni provenienti da strumenti come telecamere e microscopi e permette una chat vocale con il centro di controllo. Tutto questo è possibile grazie a un software sviluppato da Leonardo Turchi, giovane ingegnere consulente dell’Esa.



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