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Le ricchezze di Porto: third day

porto

Porto, ore 8.

Suona la sveglia, questa volta facciamo un po’ più di fatica ad alzarci. Decidiamo di rimandare alle 8.30.

Una volta in piedi, ci prepariamo e scendiamo per andare a fare colazione. Questa volta nello zaino oltre all’acqua, la mia fidata Apeman (Go-Pro più economica) e tutti i suoi vari attacchi (es. quello per la bicicletta) ho messo anche i guanti, la berretta e la sciarpa. Questo perché oggi andiamo in montagna. Che bello passare dal mare ( a piedi nudi nella sabbia), alla collina (in felpa) e infine alla montagna vestiti in maniera totalmente invernale.


Fuori pioviggina, la città è più brutta, sembra cupa. Pochissime persone in bici e quasi tutti in macchina. Dobbiamo fuggire da qui e cercare la felicità in montagna.

santuario 3

Andiamo a fare colazione in un altro bar, mangiamo e beviamo molto bene. Il prezzo è sempre lo stesso, 1.50 euro. L’atmosfera è diversa. Le persone all’interno di quel bar sembrano annoiate e nessuno (barista compresa) parla inglese, neanche un minimo. Usciamo augurando buona giornata e andiamo alla stazione metropolitana di Sao Bento. Paghiamo il biglietto, facciamo un viaggio di circa venti minuti e arriviamo a Braga. Un paese verso Nord che vanta una delle costruzioni più importanti del Portogallo. Il santuario di Bom Jeusus di Monte. Beh, perché non visitarlo.

A Braga prendiamo un pullman che con 1.20 euro ci risparmia un’ora di camminata in salita e ci lascia ai piedi della santuario. È di una maestosità allucinante. Si erge in cima ad una monumentale scalinata barocca.  La scalinata è a doppia rampa e non ho idea da quanti gradini sia composta. Iniziamo la salita, ovviamente io da una parte e Paolo dall’altra. Arrivati in cima siamo nuovamente sommersi dal verde. È pieno di fiori e grotte naturali. Un paesaggio del tutto fiabesco!


Iniziamo la nostra perlustrazione e ci innamoriamo di quel posto. L’unica pecca era la nebbia, senza di quella avremmo goduto di una vista addirittura sull’Oceano. Ci prendiamo qualche minuto per scattare diverse foto da varie angolazioni, quindi facendo su e giù per le scale. Infine ci rimettiamo in marcia. Dietro il santuario c’è un sentiero che ti porta al Santuario di nostra signora di Sameiro ( Sanctuary of our lady of Sameiro). Noi non lo sapevamo, ma decidemmo ugualmente di intraprenderlo. Durante il percorso abbiamo sentito sul nostro viso il cambiamento della temperatura, ci stavamo alzando.

santuario 3 o

Passiamo attraverso un bosco molto particolare, ancora una volta c’erano quelle panchine rosse. Era pieno di panchine rosse! Sembrava di essere in una fiaba, ma la fitta nebbia dava anche l’impressione di un film Horror. Usciti dal parco chiediamo indicazioni ad un po’ di persone, ma nessuna era in grado di risponderci. Erano tutti mediamente ignoranti, nel senso che non avevano la minima idea di dove fossero. Per non parlare della lingua, parlavano solo il portoghese e anche molto stretto (tipo il dialetto bergamasco). Le abbiamo provate tutte, anche a parlarci usando google traduttore come intermediario. Dopo l’ennesimo tentativo abbiamo deciso di arrangiarci e usare google maps. Fantastico, a nessuno dei due prende internet! Siamo in mezzo ad una montagna in Portogallo, non prende internet e c’è talmente tanta nebbia che non vediamo cosa c’è davanti a noi. Fortunatamente il sesto senso di Paolo ci porta nella strada giusta.


Ci troviamo davanti a non so quante scale, alte e grosse. Iniziamo a salire ma non si vede nulla, la nebbia è troppo fitta. Dopo circa mezz’ora di scalinate ci sembra di vedere la fine, ma come ho detto prima, c’è troppa nebbia! Siamo solo a metà, pensiamo. Facciamo una breve pausa e ripartiamo. Per buona sorte in pochi minuti raggiungiamo la fine. Ieri ci sembrava che la salita per arrivare al Monastero fosse il Monte Everest. Ci sbagliavamo, questa salita lo era! Ovviamente l’urlo liberatorio ci è scappato un’altra volta. Eravamo gli unici e il santuario era chiuso. E ora? La soluzione l’ha trovata Paolo.


Ieri in Riberia ha comprato un pallone da calcio, quelli che durano da Natale a Santo Stefano. Lo tira fuori dallo zaino e dice <Beh, uno contro uno?> Inizia quindi una sfida a chi fa più tunnel all’altro, in cima al santuario più alto in cui siamo mai stati nella nostra vita. Finisce la partita, 2 a 1 per me. Ci sediamo e guardiamo davanti a noi, il nulla. Non si vede assolutamente niente. Mangiamo qualche panino, comprato in un market vicino a casa, cerchiamo di scattare qualche foto e girare qualche video, scoprendo poi che non si vedeva assolutamente niente. Ci sistemiamo e iniziamo a scendere. La discesa ovviamente è stata molto più tranquilla. Non eravamo stanchi, quindi decidiamo di scendere fino al centro di Braga senza prendere mezzi.


In due ore siamo passati da un freddo lancinante e una nebbia fittissima ad una giornata poco nuvolosa e neanche troppo fredda. Facciamo un giretto in centro e avvistiamo la nostra preda, quello che ci piace. Il Jardim de Santa Bàrbara. Pur essendo Gennaio e pur facendo freddo era coloratissimo. Fiori bianchi, gialli, arancioni, rossi, rosa e indaco. Sembrava un dipinto. Scattiamo diverse foto e, dato che non avevamo fretta, optiamo per una breve meditata. Io da una parte e Paolo dall’altra. Per fortuna in quei venti minuti non c’era nessuno, appena ci siamo alzati il giardino si è riempito. Sarebbe stato impossibile meditare. Facciamo un breve giro di perlustrazione del paese e dopo di che prendiamo la metro per tornare a casa.


Arrivati a Sao Bento decidiamo di visitare il mercato più famoso del posto, il Mercado do Bolhao. Era molto particolare e ben strutturato. Non potevano mancare gli Azulejos, come nella metro e nella gran parte della città. Dei colori allegri che ti mettono sempre allegria.

Era ora di cena, torniamo a casa e ci laviamo. Ci godiamo qualche istante di relax nel quale scarichiamo tutte le foto e video della giornata sul pc. Verso le 21 ci viene fame e scegliamo di andare fuori a cena. Troviamo un ristorante carino vicino a casa nostra, che si affaccia sul Douro. Con 20 euro a testa mangiamo molto bene. Antipasto, primo, secondo, dolce, caffè, due litri di acqua e uno di Porto. Mi sono alzato dal tavolo ed ero veramente sazio e felice; non capita quasi mai di spendere 20 euro in un ristorante ed essere stra sazi. Facciamo un giretto per smaltire il cibo e incontriamo due angolesi. Molto simpatici e veramente acculturati. Uno dei due parla 5 lingue, la sua natale, l’inglese, il portoghese, lo spagnolo e l’italiano. MI ha veramente stupito! Dopo una piacevole conversazione li salutiamo e ci dirigiamo verso casa. Prepariamo i nostri bagagli a mano e andiamo a dormire.


L’indomani ci alziamo verso le 9, ci prepariamo e scendiamo a fare colazione. Andiamo nel bar in cui ci siamo trovati meglio e salutiamo il proprietario. Facciamo un breve giretto in centro e verso le 15 prendiamo la metro verso l’aeroporto.

È stato veramente un bel viaggio ricco di emozioni! Spero vivamente di avervele trasmesse, almeno alcune!

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