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Galaxy S10: Samsung presenta la fotocamera da 48 megapixel. Ecco perchè

Galaxy S10: Samsung presenta la fotocamera da 48 megapixel. Ecco perchè

Galaxy S10? La divisione imaging di Samsung Semiconductor ha realizzato quello che oggi, insieme al Sony IMX586 presentato a luglio, è il sensore per smartphone con la più alta risoluzione al mondo con i suoi 48 megapixel. 

Creato sempre con tecnologia Isocell, questo sensore siglato GM1 sarà molto probabilmente l’occhio del nuovo flagship Galaxy S10. Di fianco a questo il GD1, stessa logica produttiva ma “solo” 32 megapixel da destinarsi con ogni probabilità ai prodotti di fascia media.

La prima cosa che ci dobbiamo chiedere tutti noi prima di parlare di cosa hanno di nuovo questi sensori, è se ha davvero senso portare risoluzioni così elevate su prodotti che sono più piccoli di un unghia usati in un ambito dove le dimensioni ancora contano. La scelta di Samsung può essere vista da due diversi lati, quello marketing e quello puramente tecnico. Una scelta ottima con l’arrivo del nuovo Galaxy S10.

Lato marketing è indubbio che Huawei, con il messaggio della fotocamera da 40 megapixel, ha messo in luce quanto ancora i numeri sulle schede tecniche contino. Nessuno spiega in negozio che la fotocamera da 40 megapixel del P20 Pro o del Mate 20 Pro in realtà scattano a 10 megapixel per la maggior parte del tempo: nella testa di chi compra, e vuole il meglio, 40 megapixel è sempre meglio dei 12 di un Galaxy o di un iPhone.


Lato innovazione ritengo che il passaggio a queste risoluzioni super elevate abbia davvero un senso, anche se si deve comunque scendere a qualche compromesso. Samsung stessa spiega che i due sensori appena lanciati sono stati pensati per poter offrire più flessibilità senza sacrificare il design.

Samsung ha dovuto ridurre le dimensioni dei pixel, portando ogni fotoricettore a 0.8μm, pixel ancora più piccoli di quelli da 1μm del sensore del Mate 20 Pro che è però meno risoluto.

Il sensore si potrà usare sia in modalità classica che in modalità Tetracell, accorpando i pixel a gruppi di quattro: un “binning” che trasforma il sensore da 48 megapixel effettivi in un sensore da 12 megapixel con pixel da 1.6μm. Nel caso del sensore piccolo la risoluzione scende a 8 megapixel. Samsung precisa che questi sensori supporteranno anche HDR e una eventuale stabilizzazione elettronica.

Qualcuno potrebbe obiettare sul fatto che se i pixel sono più piccoli aumenta il rumore e quindi la scelta è totalmente inutile e controproducente, ma in realtà sappiate che non è così: in condizioni di luce standard il rumore di lettura di quattro pixel da 0.8μm è inferiore rispetto a quello di 1 pixel da 1.6μm; quindi nell’80% degli scatti usare un sensore così risoluto su smartphone offre un vantaggio tangibile dal punto di vista qualitativo.


Il problema sorge quando non arriva abbastanza luce, tuttavia sfruttando il binning e tecniche sempre più evolute di riduzione del rumore si può raggiungere un risultato anche migliore nonostante pixel con superficie esposta ridotta.

A parità di dimensione, perché il problema degli smartphone è che non si possono aumentare le dimensioni, un sensore da 48 megapixel offre scatti qualitativamente migliori rispetto ad un sensore da 12 megapixel. Non lo diciamo noi, lo dicono formule e calcoli precisi, e se così non fosse le full frame sarebbero rimaste ai 12.8 megapixel della EOS 5D.

C’è anche un altro aspetto, che nessuno ha considerato, dove il sensore da 48 megapixel Samsung può avere una marcia in più rispetto al 40 megapixel usato da Huawei: nonostante la risoluzione elevata, nel caso del sensore del Mate 20 Pro ci troviamo davanti a foto da 7280 x 5456 pixel in formato 4:3 che ritagliato in 16:9 forma un quadro da 7280 x 4095 pixel. Tantissimi, ma non sufficienti per arrivare ai 7680 × 4320 richiesti dall’8K. Cosa ne pensate? Lasciate un commento su Galaxy S10.

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