Molti studi di food marketing dicono che, nonostante l’avvento dei discount, dei supermercati e delle ordinazioni online, l’apertura di una salumeria garantisce ancora un buon guadagno. Rispetto al passato, dove l’attività si tramandava, oggi attraverso una serie di percorsi formativi è possibile acquisire gli attestati obbligatori per fare questo lavoro. L’attività a lungo termine si rivela redditizia, perché i salumi sono un contorno sempre gradito in qualunque momento dell’anno e che si abbinano, come potete leggere, con molti contorni o piatti principali. Lanciarsi, tuttavia, in un’attività simile senza l’ausilio di una serie di consulenti è un rischio elevato, se si è alla prima esperienza.
Il know-how necessario per un salumiere: norme alimentari e igieniche
La preparazione per diventare salumieri comprende una serie di esami da superare per avere una conoscenza ampia di come si trattano i prodotti, come si conservano e come vanno impacchettati. Inoltre ci si prepara anche sulle caratteristiche della carne e dei prodotti alimentari da vendere: tutto il processo industriale che va dall’allevamento fino alla macellazione, al trasporto e all’arrivo sul bancone. C’è poi tutta la parte fondamentale da conoscere sulle norme igieniche, che il locale deve rispettare rigorosamente e che sono riassunte in questo approfondimento. Per conoscerle occorre frequentare i corsi regionali dell’Hccp e ricevere l’attestato.
Il bancone della salumeria: caratteristiche
In questa formazione si approfondiscono anche molte norme dedicate alla conservazione della carne e alla sua esposizione nei banconi della salumeria. Mentre la scelta del locale deve mettere insieme due esigenze: la metratura adeguata e la posizione raggiungibile dai clienti. Per accogliere questi ultimi poi deve esserci un ampio bancone. Quest’ultimo deve rigorosamente conservare temperature idonee per la conservazione migliore della carne, degli insaccati e dei prodotti alimentari. Nello stesso tempo, tuttavia, deve esporre in modo ben chiaro e visibile le parti che possono interessare i clienti. Pur osservando i rigidi protocolli, esistono vari modi per abbellire l’esposizione del banco salumeria e quando ci si ritrova in dubbio è sempre bene rivolgersi a società esperte nel settore dalla progettazione al controllo.
Cosa non deve mancare in una salumeria
In più occorrono una cella frigorifera, uno spazio per tagliare la carne, quello per la cassa e ovviamente i servizi igienici. Poi in caso di esposizione di altri prodotti o di quelli provenienti da aziende produttrici presso cui si compra, a volte occorrono specifici spazi.
Aprire una salumeria: il percorso fiscale e burocratico
Risolta la parte di progettazione e messa in sicurezza delle carni, formaggi e altri prodotti proposti, c’è poi la parte burocratica. Qui è strettamente necessario consultare il proprio commercialista, i cui costi magari sono elevati per le prestazioni che offre e che potrebbe rappresentare una spesa necessaria e difficile da affrontare. Per fortuna, come potete leggere, oggi si stanno sviluppando sempre più servizi di consulenza online che sono maggiormente suddivisi e implicano anche meno perdita di tempo per chi deve lavorare. Ad ogni modo riassumendo i passi base per avviare una salumeria sono questi: aprire la partita IVA, iscrivere l’attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio territoriale e recarsi all’Ufficio Commercio della Zona.
Spese successive all’apertura di una salumeria
E in tutto questo insieme di cose c’è, poi, da tener conto dell’attività pubblicitaria, di marketing e gli eventuali dipendenti. Ma se si ha a disposizione un bel budget e ci si organizza, l’attività con il tempo si rivelerà redditizia.
