AUTO ELETTRICHE: molti le vogliono, nessuno le compra. Ecco perché
Economia Motors Tecnologia

AUTO ELETTRICHE: molti le vogliono, nessuno le compra. Ecco perché

auto elettriche

A tutto c’è una spiegazione. Parliamo di auto elettriche e perché nonostante tutti ne siano innamorati, solo in pochi decidono di acquistarle veramente. Non è un problema solo italiano, ma in tutto il mondo. Arriviamo dritto al punto: sarebbero due importanti parametri a bloccare il flusso di vendite, prezzo e autonomia frenerebbero il boom al quale le auto elettriche sono destinate da almeno un annetto.



Il risultato dell’ultima indagine, condotta dall’Osservatorio Auto di Findomestic, sulla propensione degli automobilisti di 16 Paesi all’acquisto di una auto elettrica 100% a batteria. Dall’analisi emergono risposte molto simili da parte dei consumatori di quasi tutti i Paesi coinvolti: Sud Africa, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Spagna, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Turchia. Quasi in tutti i Paesi il prezzo d’acquisto più alto e l’autonomia ritenuta ancora insufficiente allontanerebbero la gente comune a questo importante ed ecologico acquisto, anche a causa delle poche colonnine di ricarica pubbliche disponibili in tutti gli stati e ad oggi anche in tutta Italia.


Autonomia delle auto elettriche

Sappiamo che il 54% del campione mondiale (46% di quello italiano) comprerebbe una macchina elettrica solo se l’autonomia fosse superiore ai 300 chilometri. Il rischio di restare a piedi a causa di un errore di calcolo di percorso sembrerebbe abbastanza elevato.

Ecobonus non basta!

Esiste un Ecobonus statale fino a 6.000 euro per chi compra una auto elettrica rottamando un veicolo fino ad Euro 4 e questa mossa sembrerebbe essere stata davvero funzionale per l’acquisto della prima auto elettrica in molte famiglie.



I primi effetti si sono visti, insieme a sbalzi clamorosi nelle vendite: +355,9% ad aprile, +91,6% a maggio e +224,7% a giugno per le elettriche che, il mese scorso, sono salite allo 0,5% dell’immatricolato. Ancora i fondi per l’Ecobonus (60 milioni per il 2019) non sono terminati e nei prossimi due anni ne arriveranno ancora (70 milioni per il 2020, altrettanti per il 2021), molto interessante. Il boom di auto elettriche comprate arriverà finalmente? Secondo noi, per arrivare a ciò servirebbe qualche altra agevolazione, ma siamo curiosi di vedere l’evoluzione del mercato.

 

Loading...

articoli correlati

Creare una raccolta fondi su Facebook: la guida completa

Veronica Mandalà

Pcup: Round da 450 mila euro per l’eco-bicchiere che sostituisce la plastica usa e getta

Nozama Lab

1 utente su 5 Android vuole passare ad iPhone: Ecco perchè. La ricerca

Nozama Lab

iPhone XR, iPhone Xs e iPhone Xs Max: tutto quello che devi sapere

Nozama Lab

AirPower: che fine ha fatto il magico caricabatterie wireless della mela?

Marco Giglia

Spotify su Apple Watch sta arrivando. Nuove indiscrezioni

Nozama Lab

3 comments

Massimo Settembre 17, 2019 at 7:55 am

Temo che, lo scandalo dei software truccati sulle emissioni della combustione, abbia portato come reazione alla ricerca di una nuova forma di carburante.
Analizzando le cause si può capire se le scelte sono positive, in questa vicenda l’industria automobilistica si è vista scoperta in tutti i suoi limiti tecnologici, perciò non vendo una scelta ponderata ma una reazione per porre rimedio ad un inganno.
Una scelta ponderata nel cambio di una tecnologia ritengo dovrebbe prima di tutto considerare il livello di conoscenza del momento.
Il cuore dell’elettrico è indubbiamente l’accumulatore di energia, le domande possono essere:
è affidabile ? quanto dura una batteria ? c’è materia prima sufficiente per sostituire l’intero parco circolante mondiale entro una certa data ? quanto è pratico ? altra domanda che nessuno si pone, che campo elettromagnetico genera un motore di decine di kw e la sua elettronica ?.
E’ veramente pronta l’industria automobilistica ad una svolta elettrica ? quanto costerà un intervento ? vista la complessità tecnologica serviranno apparecchiature adeguate e tecnici preparati .
E’ lo scopo quello di salvare il mondo dall’inquinamento o salvare le aziende automobilistiche dalla stagnazione e dalla mancanza di profitto, perciò si vuole imporre per legge il cambio tecnologico ?
Credo che questa tecnologia non sarà alla portata di tutte le tasche riferendomi ad oggi, domani magari avremo batterie efficientissime, affidabili e a basso costo…….
Poi consideravo l’approssimazione nell’approccio all’elettrico, prendono un’auto concepita per un motore e ne installano un’altro con relative batterie senza minimamente riconsiderare la profonda differenza tra i due, l’auto elettrica dovrebbe essere concepita in modo completamente diverso visti i limiti, massima aerodinamica e pesi ridottisimi.
Riguardo il famigerato impatto ambientale, invito a considerare i consumi della flotta mondiale di aerei e di navi, sia cargo che da crociera, la combustione di rifiuti della società moderna, e mi limito a questi pochi elementi, perchè si vuole un mondo globale, però quando fa comodo si estrapola un argomendo separandolo dal resto decantandolo o demonizzandolo.

Reply
Nozama Lab Settembre 17, 2019 at 6:32 pm

Bellissima argomentazione. Complimenti Massimo! Tutte domande alle quali sarebbe difficile rispondere in modo certo.

Reply
Massimo Settembre 25, 2019 at 7:41 am

Le conoscenze per dare risposte ci sono tutte.
Le risorse non sono disponibili per tutti, ovverò non è possibile ancora per molto consumare al tasso attuale, perciò la legge di domanda e offerta comanda.
L’idea sembra, trovare una valida giustificazione per convincere il 95 % della popolazione a rinunciare a quanto, fino ad oggi è disponibile in apparente abbondanza.
Diventare paladini della natura è una sufficiente ed elegante motivazione senza produrre grossi traumi nelle masse.
La collettivizzazione dei mezzi di trasporto privati oppure lo sviluppo dei mezzi pubblici potrebbe soddisfare la mobilità.
Il 5 % avrà il massimo dei benefici della tecnolgia e il meglio di quanto il pianeta può ancora offrire, una ripartizione della torta secondo le disponibilità economiche dunque.
Già accade senza clamori, il cibo industriale e quello biologico ad esempio, già abbiamo su larga scala la differenziazione secondo la capacità di spesa.
Ora si propone di allargare gli ambiti che coinvolgono i consumi energetici.
E’ sempre accaduto, è nella natura umana.

Il problema in ogni caso rimane irrisolto con questi giochini, mai nella storia conosciuta, il pianeta è stato così popolato di esseri umani.
La natura si basa sull’equilibrio di rapporti numerici tra differenti forme di vita in un determinato spazio fisico in cui vivere.
E’ un ambiente straordinariamente perfetto, ma se va in carenza un ingranaggio la macchina attua una modalità emergenza come avviene per il corpo umano, compensa.
Se l’azione non riporta in equilibrio, il sistema entra in stato di patologia, perciò pianeta malato descrive esattamente la situazione.
Lo squilibrio derivante dall’ecceso di esseri umani sta avendo effetti drammatici.
Non esiste soluzione diversa dall’intraprendere una discesa demografica, la più logica.
Ogni iniziativa per vietare questo o quello perchè inquinante o intraprendere strategie di psicologia di massa finiranno per portare ad un punto di rottura drammatico.
Se si osserva la natura, la priorità non è lesinare sulle risorse ma garantire tutto quanto serve allo scopo perciò si varia il numero dei soggetti che usufruiscono delle risorse.

Si noti come gli aborigeni hanno vissuto per 50/70.000 anni nel continente australiano in perfetto equilibrio e se ricordo bene la densita abitanti/km2 era di ca 1,6 in Lombardia è di 420, questo stato delle cose impone dunque ogni sorta di divieto il cui unico vero effetto è di mandare in crisi totale l’essere umano, sortendo dunque l’effetto contrario a quanto in maniera pressante e ossessivo si chiede, produrre per consumare.

Reply

Leave a Comment