Google perde 10 milioni $ per errore: stagista lancia finta pubblicità
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Google perde 10 milioni $ per errore: stagista lancia finto banner pubblicitario

Google perde milioni

Distrazione fatale per uno stagista che ha fatto perdere a Google almeno 10 milioni di dollari. Il protagonista della paradossale vicenda, la cui identità è rimasta sconosciuta, era convinto di lavorare nell’area dedicata ai “test” quando, in realtà, si era inserito in modalità reale inviando un finto annuncio pubblicitario sui siti Internet che usano Google per vendere i loro spazi.

’45 minuti di autentico terrore avvenuto martedì scorso quando i siti che utilizzano il sistema di advertising di Google hanno visualizzato sulle rispettive pagine un rettangolo colorato al posto dei classici banner pubblicitari.


Cos’è successo?

Financial Times ha reso nota l’imbarazzante vicenda poi confermata da Google che a tal proposito ha rassicurato i propri utenti: tutti i banner visualizzati saranno pagati. Si tratta di una somma salatissima per il colosso di Mountain View, che gli esperti del settore hanno stimato di circa 10 milioni di dollari.


Com’è successo? Nel corso della prova lo stagista aveva inserito un prezzo di acquisto degli spazi 10 volte maggiore rispetto al valore del mercato: 25 dollari ogni migliaio di visualizzazioni (CPM) contro un “normale” prezzo di 2/3 dollari.

Cos’è la “sindrome del dito grosso”

La “sindrome del dito grosso” è l’errore umano che si compie premendo un tasto sbagliato fatale e portatore di danno milionari.


L’importanza della pubblicità online di Google

La pubblicità online sfrutta la capacità del Web di raggiungere milioni di utenti e, in virtù di questa sua dote ‘virale’, diventa essenziale per le imprese, le quali possono arrivare facilmente a una fetta importante di pubblico con costi inferiori rispetto ai mezzi tradizionali.


Uno dei vantaggi legati all’advertising online è la tracciabilità dei risultati, ossia dell’effetto domino che crea sul pubblico. Come avviene? Tramite gli adserver chiamati a misurare sia il numero delle visualizzazioni sia il numero effettivo di click degli utenti. Non è un caso che si parla di Click-through rate (acronimo CTR), ovvero il rapporto tra i click e il numero di visualizzazioni del banner ed è un importante indicatore dell’efficacia della pubblicità su Internet.

Svelato il motivo per cui Google si concentra sulla pubblicità online, considerata la principale fonte di guadagno. Il ruolo dell’azienda di Mountain View è ben definito: agisce come intermediario fra i gestori di siti web che offrono spazi all’interno del proprio portale e inserzionisti che vogliono pubblicizzare la loro attività.

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