Lavoro Shopping

Come funziona il ritiro di un alimento dal mercato?

Come funziona il ritiro di un alimento dal mercato

TestDebiti

Da diversi anni a questa parte, è decisamente più forte l’attenzione sulla sicurezza alimentare. Questo porta, molto spesso, le aziende a optare per il ritiro di un determinato alimento o di una bevanda dal mercato. Tale scelta, che viene ovviamente concretizzata con lo scopo di tutelare al massimo la salute del consumatore, può provocare, in chi non è informato sui dettagli della procedura, anche situazioni di paura.

I ritiri di specifici lotti di prodotti alimentari, come si può leggere qui, hanno una forte eco mediatica. Per evitare inutili casi di panico tra i consumatori, è bene partire con un’arma preziosissima: l’informazione.

Nelle prossime righe, non a caso, abbiamo raccolto alcune specifiche relative al funzionamento delle procedure di ritiro e di richiamo dei prodotti di food & beverage dai circuiti commerciali.

Le responsabilità delle aziende nel campo della sicurezza alimentare

Da due decenni circa a questa parte, il legislatore, sia nazionale sia comunitario, ha messo in primo piano delle linee guida precise. Tra le più importanti rientra il Regolamento CE 178/2002.

Secondo quest’ultimo gli OSA, acronimo per Operatori del Settore Alimentare, sono responsabili davanti alla legge dell’adesione delle loro filiere alle procedure di sicurezza alimentare. Il Regolamento sopra menzionato ha cambiato notevolmente il quadro normativo della gestione della sicurezza in campo food & beverage introducendo un sistema di allerta in caso di individuati rischi per la salute dei consumatori. In questo frangente, spetta all’azienda adottare tutte le procedure necessarie al ritiro e al richiamo.

Sì, si parla di due situazioni diverse. Nel primo caso, ossia quello del ritiro, si parla dell’obbligo, a capo delle aziende attive nel mondo del food & beverage, di informare la clientela in merito alla problematica relativa al prodotto e di far partire tutte le procedure finalizzate alla sua eliminazione dai contesti commerciali (supermercati, ipermercati etc.).

Accanto al ritiro va spesso considerato anche il richiamo. Di cosa si tratta? Della procedura da attivare nei frangenti in cui, invece, il prodotto con delle criticità, sia esso un alimento o una bevanda, è già stato venduto al consumatore finale. In questo frangente, entra in campo il ricorso alla cartellonistica che, affissa nei punti vendita, viene chiamata in causa con lo scopo di arrivare al maggior numero possibile di utenti e di portare coloro i quali hanno acquistato un determinato prodotto a restituirlo il più rapidamente possibile.

Il Modello standard per i richiami

Come già accennato, negli ultimi anni è aumentata notevolmente la sensibilità normativa in merito alla sicurezza alimentare. A dimostrazione di ciò è possibile citare, da parte del Ministero della Salute in accordo con le Regioni, l’istituzione del Modello standard per i richiami.

Il modulo in questione, destinato agli operatori del settore alimentare, deve essere compilato e trasmesso alle ASL e alle Regioni. Gli enti in questione, a seguito dell’esecuzione di procedure di verifica mirata, concludono il tutto pubblicando sul portale del Ministero la notizia relativa al ritiro di un determinato prodotto alimentare dal mercato.

Questo sistema, realtà dall’inizio del 2017, permette di consultare, sul sito del suddetto dicastero, un ampio archivio dei ritiri e dei richiami più recenti (ma anche delle eventuali revoche).

Il ritiro di un alimento o di una bevanda dal commercio deve mettere in allarme?

Nel momento in cui si viene a sapere del ritiro di un alimento o di una bevanda dal commercio bisogna senza dubbio andare a vedere se si fa parte o meno del novero degli acquirenti di quel prodotto. Attenzione: in caso, come già specificato, non bisogna lasciarsi prendere dal panico.

La normativa sulla sicurezza alimentare è molto severa e può bastare anche un’omissione nell’etichettatura per rendere, di fatto, il prodotto fuori legge. Certo, in alcuni casi si parla di vere e proprie contaminazioni con sostanze velenose. Il consiglio è quindi sempre quello di fare attenzione a quello che si compra e di leggere tutti i cartelli che ci si trova davanti alla cassa del supermercato.



articoli correlati

Come scegliere la carriera giusta in base a studi, interessi e attitudini

NozamaLab.com

Prada: 100 anni di lusso e prestigio

Italo Sorighe

Black Friday cosa comprare? Consigli per il 2021. I prodotti sui cui risparmiare di più

NozamaLab.com

Crescono gli stipendi per i neo-laureati. Ma non i posti di lavoro

NozamaLab.com

17.000 € buttati in donazioni agli streamers di Fortnite su Twitch. Il giovane non aveva il consenso dei genitori

NozamaLab.com

Hai competenze tech? Ecco i lavori più retribuiti

NozamaLab.com

Matilde Manucci: la migliore italiana su Onlyfans? Ecco chi è

NozamaLab.com

Differenza economo economista: ecco cosa cambia tra i due mestieri

NozamaLab.com

iPad Pro migliore di un Macbook? Dove si sta spingendo Apple?

NozamaLab.com

Allianz Italia: le figure professionali ricercate a Milano

NozamaLab.com

Come contattare Jeff Bezos: ecco l’email del presidente di Amazon

NozamaLab.com

Trovare Lavoro a MILANO: come fare? CV? LinkedIn? I metodi vincenti

NozamaLab.com