Economia Tecnologia

Centrale solare nello spazio? La Cina accetta la sfida

centrale solare

La Cina accetta la sfida di creare una centrale solare nello spazio. Un progetto ambizioso ma costellato di difficoltà da studiare nei dettagli. A cominciare dalla modalità di trasmissione dell’energia catturata e dal peso della stazione, problemi tutt’altro che facili da risolvere, ma sognare è d’obbligo.

Il sogno

Il sogno prefissato da Pechino è quello di costruire una centrale fotovoltaica orbitante. La suddetta centrale, trovandosi direttamente nella stratosfera, non avrebbe il “problema” nuvole ed inoltre la percentuale di assorbimento sarebbe nettamente superiore. Lo Science and Technology Daily afferma che gli scienziati dell’Accademia di tecnologia spaziale ci stanno già lavorando. Addirittura, starebbero già assemblando nei laboratori di Chongqing un primo mini prototipo che dovrebbe essere spedito nello spazio entro il 2025. Questo fantascientifico progetto, prevede di far decollare entro il 2030 una vera stazione, dell’ordine dei Megawatt di potenza, ed entro il 2050 una dell’ordine dei Gigawatt.

Gli obiettivi di questo sogno, uno ambizioso e uno green

Il suddetto progetto, è nato con l’idea di incrociare due grandi ambizioni della Cina, la conquista dello spazio e la conversione alle rinnovabili dell’economia nazionale. La Nazione di Xi Jinping infatti, nonostante tutto è ancora dipendente dal carbone.


Questo sogno, risulta essere di fondamentale importanza per svariati motivi, tra cui il fatto di poter essere di enorme aiuto nella battaglia contro l’inquinamento e la tutela ambientale. Grazie alla stazione orbitante infatti, saremmo in grado di avere una fonte di energia pulita pressocchè illimitata. Uno dei ricercatori dell’Accademia impegnati nel lavoro di sviluppo ha infatti affermato che “potrebbe fornire energia per il 99% del tempo e a un’intensità sei volte maggiore rispetto ai campi fotovoltaici sulla Terra”.

Questo Green project potrebbe rappresentare uno dei punti cardine nella lotta contro la distruzione del nostro pianeta. L’innalzamento delle temperature e quindi il buco dell’ozono causato dall’inquinamento atmosferico sono il risultato(in gran parte) dell’utilizzo dei combustibili fossili come fonte di energia. Capite bene che se dovessimo riuscire in questo progetto, e quindi all‘utilizzo di fonti di energia pulita come sostituto del petrolio, potremmo, forse, ancora salvare il nostro pianeta.


Purtroppo però, il sogno targato Pechino, incontra diversi problemi per la sua realizzazione.

Problemi da risolvere per la realizzazione del sogno

La creazione di una Centrale solare nello spazio, incontra problemi di altrettanta grandezza, andiamo ad analizzarli insieme.

Primo problema: Trasferimento energia

Come trasferire l’energia accumulata dalla centrale sulla terra? Gli scienziati cinesi a lavoro sul progetto ammettono che su questo punto la soluzione è ancora lontana. Le ipotesi più accreditate a riguardo sono l’utilizzo di un laser oppure di microonde indirizzate verso dei campi “di raccolta” situati sulla superficie terrestre. Su queste ipotesi di trasmissione di energia, stanno lavorando anche altri ricercatori, americani ed europei, i cui impatti sull’atmosfera e sull’uomo però andrebbero studiati con grande attenzione.


Secondo Problema: Peso struttura orbitante

Il secondo problema legato alla creazione di una centrale solare nello spazio, è quello del peso. Esso infatti si ipotizza si aggiri intorno alle mille tonnellate, oltre due volte quello della Stazione Spaziale Internazionale, come spedirla nello spazio?

Ovviamente portare in orbita tutto quel materiale, sarebbe un’impresa Titanica, sia per quanto riguarda la lunghezza dell’operazione che i costi e le difficoltà nella realizzazione. Proprio per questo motivo, l’ipotesi che si sta tastando è quella di creare la centrale direttamente in orbita, grazie all’utilizzo di enormi stampanti 3D e di Robot. Fantascienza?probabilmente si, ma con le innovazioni tecnologiche che stiamo ottenendo negli ultimi anni e con un pizzico di intraprendenza e follia, potrebbe essere una soluzione realizzabile. 

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