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A San Valentino arriva la cometa Iwamoto

A San Valentino arriva la cometa Iwamoto

Scoperta alla fine dello scorso anno dall’astronomo amatoriale Masayuki Iwamoto, la cometa di San Valentino si esibirà nel cielo in un magnifico duetto con la galassia a spirale barrata NGC 2903. Tornerà a salutare la Terra tra ben 1.371 anni. Ecco quando, dove e come ammirare questo spettacolo astronomico unico e irripetibile.

La festa degli innamorati del prossimo 14 febbraio sarà impreziosita da un eccezionale evento astronomico, la visita della splendida cometa Iwamoto. Già ribattezzata dagli astrofili “cometa di San Valentino”. A rendere ancor più suggestivo questo passaggio, il fatto che si troverà molto vicina alla Terra e soprattutto si esibirà in un “duetto” con uno degli oggetti del profondo cielo più affascinanti. Ovvero la bellissima galassia a spirale barrata NGC 2903, tra i bersagli più ambiti degli appassionati di astrofotografia. Sarà dunque un’occasione unica poter immortalare la cometa mentre saluta la galassia sullo sfondo.


Quando e dove osservare la cometa di San Valentino

La cometa Iwamoto, il cui nome tecnico è C/2018 Y1, lo scorso 6 febbraio ha raggiunto la distanza minima dal Sole (perielio), mentre nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 febbraio sarà alla minima distanza dalla Terra (perigeo). A 45 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il momento migliore per osservarla sarà proprio la sera del 13 (questa sera), attorno alle 22, quando passerà “vicino” a NGC 2903. Naturalmente sarà solo una questione prospettica, dato che la galassia, simile alla Via Lattea, si trova a oltre 20 milioni di chilometri dalla Terra, inquadrata nella costellazione del Leone. Per cercarla sulla volta celeste dovrete puntare lo sguardo a Sud Est, a sinistra della stella Procione e quasi al centro del grosso triangolo immaginario formato da Sirio, Capella e Arturo.

Come osservarla

Una volta individuata la giusta porzione della volta celeste dovrete munirvi di un binocolo o di un piccolo telescopio. Dato che la cometa non sarà visibile a occhio nudo (e non lo è nemmeno la galassia). Apparirà come una sorta di “batuffolo diffuso”, come dichiarato dall’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project. Per osservarla il cielo dovrà essere necessariamente buio, dunque privo di inquinamento luminoso. Proprio Masi e il suo team verranno in soccorso a chi non potrà ammirare lo spettacolo nel cielo con i propri occhi. Sul sito del Virtual Telescope Project, infatti, a partire dalle 22 di stasera verrà trasmessa una diretta streaming che mostrerà l’incontro tra la cometa e la galassia in tutto il suo splendore.


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