Biopackaging: arriva la bioplastica eco-sostenibile. I dettagli
Tecnologia

Biopackaging: arriva la bioplastica eco-sostenibile

bioplastica bottiglia packaging

La famosa designer cilena Margarita Talep ha creato una speciale bioplastica totalmente eco-sostenibile e biodegradabile a base di alghe. 


Come ben sappiamo, il nostro pianeta è in una situazione a dir poco critica dovuta a vari fattori. Tra le mille problematiche che affliggono il nostro pianeta, sicuramente c’ è quello collegato all’utilizzo di una sostanza chimica creata dall’uomo: la plastica. Essa infatti, pur essendo utilizzabile in innumerevoli campi e facilmente malleabile, non èecosostenibile nè biodegradabile nel breve periodo(ci mette dai 20 fino ai 450 anni).


Resosi conto di questo gravissimo problema, l’uomo ha iniziato a cercare(a dire la verità con scarso impegno) una soluzione alternativa all’utilizzo della plastica.


Pochi giorni fà, la designer cilena Margarita Talep, ha creato una speciale bioplastica totalmente ecosostenibile e biodegradabile. Il materiale in questione è, infatti, stato creato con elementi totalmente naturali, tra cui le alghe rosse, più specificatamente l’agar-agar(nome di origine malese).


Il composto bioplastico è stato messo a punto per fungere da sostituto di buona parte della plastica oggi presente sugli scaffali della grande distribuzione. La bioplastica infatti può essere utilizzata in particolar modo per il packaging di cibo secco come pasta e biscotti ed è in grado di biodegradarsi in maniera del tutto autonoma.

Bioplastica, composizione e come ottenerla

Il packaging in questione è composto da una miscela di alghe e acqua portata a una temperatura di 80°C che, una volta raffreddatasi, diventa di una consistenza simile a un foglio di plastica con un colore bianco-trasparente. Lo spessore dei “fogli” di bioplastica e la loro flessibilità possono essere regolati modificando la percentuale di alghe presente nel composto. E’ inoltre possibile colorare il suddetto materiale tramite l’aggiunta di coloranti estratti da bucce di frutta e verdura.


Le confezioni in questione, realizzate da Margarita Talep, possono essere sigillate con il calore per evitare l’uso di colle e affini.

Questo materiale, biodegradandosi in maniera del tutto autonoma, eliminerebbe il gravissimo problema dello smaltimento dei rifiuti e dell’inquinamento plastico del pianeta. Esso infatti ha una durata di 2 mesi nei periodi estivi e 3 mesi in quelli invernali, successivi ai quali andrà incontro a un naturale processo di biodegradazione.


Alghe al centro della lotta contro la plastica?

Questo progetto va ad affiancarsi a tanti altri progetti che vedono le alghe al centro della battaglia contro l’inquinamento plastico. Un’altro progetto basato sull’utilizzo di questo materiale è infatti la capsula d’acqua “Ooho!” che può essere bevuta – o meglio inghiottita – nella sua interezza, senza la necessità di alcuna bottiglietta. Queste confezioni di bioplastica a base di alghe verranno adottate sul mercato? ancora non lo sappiamo, ma, se così dovesse essere, sarebbero un ottimo alleato nella lotta contro l’inquinamento del nostro pianeta.

 

Loading...

articoli correlati

Samsung è al lavoro per un Blockchain Phone. Ecco di cosa si tratta

Nozama Lab

Nasa cerca volontari per stare a letto 2 mesi: è compreso uno stipendio di 19.000 $

Veronica Mandalà

iPhone 11 nuovi modelli: pronti alla produzione di massa. Assunzioni stagionali

Nozama Lab

Google Pixel 3 XL, prime foto online

Nozama Lab

WhatsApp vs Telegram: chi è il migliore? Ecco le differenze

Veronica Mandalà

LG G8 e il suo nuovo Display musicale

Italo Sorighe

Leave a Comment