L'app che blocca lo smartphone di tuo figlio: ecco come si chiama
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L’app che blocca lo smartphone di tuo figlio: ecco come si chiama

replyasap

Vostro figlio ha il vizietto di non rispondere al telefono e questo vi crea un fastidio incredibile. A questo problema ha ovviamente un papà di West Wickham, in Inghilterra, il quale ha avuto la felice idea di inventare un’app, “ReplyASAP” (vuol dire letteralmente “Rispondi al più presto”), che obbliga il figlio a rispondere immediatamente a un messaggio o una telefonata di uno dei due genitori, in quanto essa blocca letteralmente lo smartphone che sta utilizzando in quel momento. L’inventore di questa genialata è Nick Robert.


Le funzionalità di ReplyASAP

Lanciata nell’agosto 2017 da Nick Robert, ReplyASAP viene installata sullo smartphone e, quando un genitore invia un messaggio o effettua una chiamata mediante l’app verso il numero di telefono del figlio, blocca il dispositivo finché il ragazzo non risponde. Appare un messaggio sullo schermo, che arresta ogni funzionalità del telefono, e rimane così fino a quando non si risponde, oltre che riprodurre un rumore ridondante. In più, il rumore continuerà fino a quando non si collega al messaggio, anche se il telefono risulta in modalità silenzionsa.



Il futuro

ReplyASAP ha ricevuto consensi più che positivi da parte dei genitori, visto che è già stata scaricata 100.000 volte dal suo esordio. In virtù di questi dati importanti, è previsto un rilascio anche sui dispositivi iOS. Nel frattempo, è disponibile gratuitamente su Google Play.

Una questione di etica?



Non sono mancate critiche da parte di alcuni genitori che non condividono l’utilità di ReplyASAP. C’è infatti chi lo considera come uno strumento di controllo eccessivo, come dimostra ad esempio il messaggio ricevuto tramite l’app, e al riguardo risulta difficile ignorarlo. In altre parole, i ragazzini verrebbero privati della loro libertà. Altri, invece, sostengono che sarebbe fondamentale insegnare ai propri figli a dare priorità a determinati valori e infondere un senso di responsabilità.


Punti di vista che, al di là dell’app in sé, potrebbero intersercarsi e far riflettere sull’uso che tutti, genitori e figli, fanno dello smartphone, divenuto per certi versi un mezzo che ha creato dipendenza.

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