Medicina, ultima frontiera: la precisione della chirurgia robotica
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Medicina, ultima frontiera: la precisione della chirurgia robotica

chirurgia robotica

20 anni fa nessuno ci avrebbe scommesso, eppure oggi è possibile trovare nelle sale operatorie italiane dei veri e propri robot medici. Non si tratta di figure umanoidi come C3PO o intelligenti come R2D2, ma di avanzati strumenti utilizzati per le procedure di chirurgia robotica

La chirurgia robotica rappresenta l’ultima frontiera della chirurgia mini-invasiva. Grazie a questi robot è infatti possibile operare i pazienti utilizzando strumenti miniaturizzati, adatti a incisioni minuscole. Ormai sono adottati da sempre più ospedali: in Italia pochi mesi fa è stato installato il 100esimo robot chirurgico al Policlinici di Catania.


Ancora il robot  non possiede un’intelligenza artificiale, dunque non è grado di prendere decisioni autonome ma viene controllato da un medico chirurgo. I vantaggi che ne derivano dalla chirurgia robotica sono molti: non lascia grandi cicatrici , riduce i tempi ospedalieri e  consente una ripresa post-operatoria più rapida. I principali campi di applicazione sono l’urologia, la chirurgia generale, la cardiochirurgia e la ginecologia.

Il chirurgo robot più famoso: il robot Da Vinci

Il robot Da Vinci (in onore del genio Leonardo) è il robot chirurgico più diffuso al mondo. Venne sviluppato nel 1999 dalla compagnia americana Intuitive Surgical, e pian piano si è ritagliato il proprio ruolo all’interno delle sale operatorie di tutto il mondo.


Il robot Da Vinci è costituito da quattro bracci meccanici comandati a distanza dal chirurgo tramite una una console dotata di joypad e schermo 3D. All’estremità di 3 bracci sono montati gli strumenti chirurgici (pinze, bisturi, forbici, ecc) che permettono di operare con grande precisione in spazi molto ristretti. Un braccio presenta una telecamera 3D ad alta definizione con lampadina che permette, tramite lo schermo 3D della console, di “collocare” il chirurgo all’interno del campo operatorio e fornirgli una visione che l’occhio umano non può dare. Il chirurgo può inoltre cambiare la scala dei movimenti compiuti dai bracci meccanici: se ad esempio seleziona una scala 3:1, la punta del braccio si sposterà di 3 cm per ogni centimetro di movimento della mano del chirurgo. Il design della console consente quindi al chirurgo la massima precisione con il minimo sforzo.


Vantaggi e svantaggi della chirurgia robotica

La chirurgia robotica presenta numerosi vantaggi, ma non è esente da rischi e complicanze. Se da un lato si possono effettuare interventi con incredibile precisione, c’è da dire che dall’altro lato i tempi chirurgici si dilatano parecchio (problematica importante soprattutto in caso di interventi in anestesia generale). La tecnica può inoltre essere applicabile solo per alcuni pazienti selezionati, per  determinati scopi (prostatectomia, isterectomia, ecc). Molti studi però mostrano come i tempi di recupero e le complicanze dopo chirurgia robotica siano minori rispetto agli stessi interventi “tradizionali”.

Per adesso i robot non operano da soli, ma manca poco. In un prossimo futuro, quanti immaginano un C3PO con il camice bianco?

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